Archivio

  • Cibo e Migrazioni
    V. 11 N. 1 (2019)

    Il presente numero è dedicato al cibo nel processo migratorio in America Latina, con particolare attenzione ai flussi europei ed extraeuropei del XIX e XX secolo. Il cibo è un elemento sempre in viaggio e come tale accompagna qualunque fenomeno migratorio determinando cambiamenti negli usi alimentari sia nelle collettività di partenza sia in quelle di arrivo. In un tale processo, il cibo mantiene un legame con la società di appartenenza e allo stesso tempo costruisce nuove identità: è un prodotto che crea e ‘alimenta’ nuovi spazi della vita culturale quotidiana a tutti i livelli sociali, entrando a far parte anche di quell’immaginario collettivo che definisce una comunità nazionale. Su questa doppia linea (migrazioni e identità) le tematiche preposte sono: il cibo della mescolanza; la cucina migratoria nei giorni festivi (domenica, feste nazionali, feste religiose); ricettari e migrazioni; cibo e integrazione culturale; cibo, linguaggio e socialità; cibo e nostalgia; cibo e imprenditoria migratoria.
  • Come studiare la diversità familiare in America Latina: metodologie per un panorama anti-egemonico
    V. 8 N. 1 (2016)

    Curatori: Javier González Díez (javier.gonzalezdiez@unito.it) e Pier Paolo Viazzo (paolo.viazzo@unito.it)

  • La Spagna Plurale
    V. 7 N. 2 (2015)

  • Ripensare gli autoritarismi
    V. 4 N. 2 (2012)

    L’America latina, e in particolar modo il Cono Sud, a partire dal prossimo 2013 si prepara a ricordare una serie di tragici anniversari dell’inizio delle dittature militari che l’hanno colpita dagli anni ’60 del secolo scorso: nel 2013 ricorreranno i 40 anni dall’ascesa al potere dei militari in Uruguay e Cile, nel 2014 sarà la volta dei 50 del colpo di stato in Brasile, mentre nel 2016 si assisterà, in Argentina, al doppio anniversario dei 50 anni del golpe di Onganía e dei 40 di quello dell’ultimo, e più violento del 1976.

    Tenendo presente questa travagliata realtà storica e l’evidente necessità di rileggerla il dossier di questo numero si propone di aprire uno spazio di discussione e confronto su queste ed altre esperienze autoritarie che hanno colpito il mondo iberico ed iberoamericano nel XX secolo.

    Tenendo fede agli obiettivi ed alla linea editoriale della rivista, si auspicano contributi che propongano prospettive inter- e trans-disciplinari che si propongano di riflettere e ripensare l’esperienza autoritaria non solo da una prospettiva strettamente storiografica ma anche sotto il profilo teorico e delle interazioni tra questa realtà storica ed il campo delle rappresentazioni culturali ed artistiche. Alcuni temi su cui appare necessaria una riflessione sono le interazioni tra i movimenti di resistenza, gli esili, le forme di repressione e sterminio, le amnistie, la ricostruzione della memoria, i meccanismi di costruzione e mantenimento delle dittature, così come il rapporto tra letteratura, cinema, arti visive, musica ed esperienze autoritarie.
  • Di viaggi e viaggiatori: visioni e rappresentazioni
    V. 4 N. 1 (2012)

     

    Odio i viaggi e gli esploratori: così Levi-Strauss inizia il suo Tristi Tropici, introducendoci al libro di viaggio più significativo del XX secolo. Il viaggio costruisce l’incontro e “la scienza dell’altro è stata inevitabilmente legata alla pratica di andare in qualche luogo” (Appadurai, 1986). Tuttavia non solo l’antropologia è una delle dimensioni umane e discipline scientifiche in cui il viaggio risulta trascendentale. Il viaggio include dimensioni spaziali, temporali, così come dimensioni culturali implicite ed esplicite nell’incontro. La condizione del viaggio si disegna intorno a relazioni e contraddizioni, sentieri e tappe, nessi e giustapposizioni, riconoscimenti ed estraniamenti, incontri e scontri, visioni e offuscamenti tra differenti loci che non si presentano sempre come luoghi fisici delineati. La condizione del viaggio ci conduce, da una parte, verso la sua comprensione y il suo consumo, dall’altra alla sua rappresentazione e ricordo, concretizzando ulteriori sfaccettature già quando lo consideriamo terminato. Non si può prescindere da questo, anche se in modi molti diversi il processo che produce il viaggio porta il viaggiatore a riunire le idee e cominciare a trascrivere, a tradurre, a rappresentare e a spiegare una parte del reale o del non reale di questo processo, di questo percorso fisico e mentale. Il viaggio, costruendo un qui e un là, condensa idee di memoria storica, di differenze culturali, di condizioni sociali, realtà naturali, presenze artistiche diverse in spazi diversi, così come idee di dimensioni interconnesse o disconnesse gerarchicamente. Il viaggio narrato tratta tanto degli spazi percorsi e degli incontri, quanto dello stesso viaggiatore. Il suo sguardo presuppone sempre un piano e certe visioni che le terre scoperte confermano o contraddicono, e la descrizione è una occasione per proiettare e esercitare forme di domino. La scrittura del viaggio implica la costruzione di un io che è la condizione del viaggio e che alternativamente si sposta, si abbaglia, si terrorizza, si scopre o si trasforma. Ogni viaggiatore che scrive sta sempre scrivendo-si.

     

    Ciò che ci proponiamo in questo numero è indagare le molteplici dimensioni e profondità della condizione del viaggio nelle differenti costruzioni e rappresentazioni.

  • Barocco, Neobarocco: versioni (post)moderne, versioni (post)coloniali
    V. 2 N. 1 (2010)

    Il Barocco, nella doppia accezione storica e categoriale, costituisce uno spazio di dibattito ancora aperto che travalica ormai una definizione meramente stilistica per configurare un ambito eterogeneo cruciale per la contemporaneità. Le stratificazioni concettuali che il “fortunato” termine barocco è andato acquisendo nei vari campi della critica - architettura, arti visive, musica, letteratura, ma anche nelle scienze sociali (Gruzinski, Maffesoli) e negli studi culturali (Boaventura de Sousa Santos) - e della teoria estetica, dà conto da un lato della costruzione eminentemente novecentesca dell’accezione moderna del suo significato, dall’altro di quel processo di barocchizzazione che, a partire dagli anni Cinquanta, ha interessato tanto le culture europee che quelle postcoloniali . Il Dossier si propone di illustrare la discussione attuale presentando contributi tanto sulla questione teorica come sulla formazione socio-culturale delle società iberiche ed iberoamericane e (ri)letture di autori barocchi e neobarocchi.
  • Lingua e identità
    V. 1 N. 2 (2009)