La Redazione di "Confluenze" piange la perdita del suo Direttore Giovanni Gentile Giuseppe Marchetti
La Redazione di Confluenze si unisce al cordoglio per la perdita del suo Direttore e membro fondatore Prof. Giovanni Gentile Giuseppe Marchetti. Già Professore di letterature ispano-americane presso il Dipartimento di Lingue dell’Alma Mater. Lo ricordiamo per la sua profonda conoscenza delle culture e letterature latinoamericane che spaziava dal periodo precoloniale e coloniale, fino alla letteratura del XX secolo; in particolare con i lavori dedicati a Xavier Clavijero, a Bernardino de Sahagún, allo scrittore Carlos Montemayor, alla poesia del XX secolo, sia in lingua spagnola sia in lingue indigene. La ricchezza e la molteplicità delle sue linee di ricerca hanno contribuito a renderlo uno dei principali punti di riferimento degli studi latinoamericani tanto in Italia quanto in Messico. Stimato e profondamente apprezzato da generazioni di studentesse, studenti e collegh*, Giovanni Marchetti è stato, e continuerà a essere, per questa rivista e per tutte e tutti noi della redazione, molto più di un maestro: è stato un compagno, un amico, una presenza generosa e partecipe.
Era con noi quando, ancora giovani dottorande e dottorandi, abbiamo cominciato a immaginare Confluenze: un progetto nato dal desiderio di costruire qualcosa di diverso, uno spazio libero, critico e interdisciplinare, capace di far dialogare saperi, esperienze e prospettive dall’America Latina. Giovanni credette fin dall’inizio in quel sogno e contribuì concretamente a renderlo possibile, sostenendoci nelle difficoltà organizzative e logistiche, accompagnandoci nella definizione dell’orizzonte teorico, metodologico e anche politico della rivista. Fin dall’inizio, Giovanni prese parte alla costruzione collettiva di Confluenze, condividendone discussioni, incertezze, entusiasmi e battaglie. La sua impronta in Confluenze è evidente nella vocazione interdisciplinare della rivista e nella convinzione che lo studio e la ricerca possano essere pratiche profondamente collettive, critiche e militanti. Oggi, perdiamo un maestro e un amico, ma resta con noi il modo in cui Giovanni ha saputo accompagnarci, sostenerci e credere, insieme a noi, nella possibilità di trasformare un’idea condivisa in uno spazio reale.