Brasile spaccato. Gli effetti dell'elezione e del governo di Bolsonaro

2020-03-17

La campagna elettorale del 2018 che ha condotto all’elezione dell’attuale presidente del Brasile e le politiche promosse dal suo governo hanno suscitato, anche a livello internazionale, un ampio dibattito mediatico e scientifico. Alcuni dei temi e contenuti sui quali si fondava la campagna presidenziale di Jair Bolsonaro, e che oggi orientano le politiche governative, necessitano di un’analisi approfondita per comprendere le trasformazioni in corso nella società brasiliana. Infatti, se da un lato è possibile collocare l’elezione di Bolsonaro all’interno del quadro geopolitico globale che ha visto crescere il numero dei paesi guidati da presidenti che hanno adottato politiche e retoriche di stampo autoritario, fondamentalista e ultraliberista, è altresì importante approfondire l’analisi delle specificità del caso brasiliano.

Il presente dossier intende raccogliere contributi che analizzino in profondità, attraverso riflessioni teoriche multidisciplinari ed esperienze di indagini sul campo, i processi e le dinamiche che hanno condotto all’elezione di Bolsonaro e gli effetti delle sue politiche governative e retoriche presidenziali su differenti gruppi e comunità presenti nella società brasiliana. In particolare siamo interessati a comprendere gli effetti delle politiche ultraliberiste e fondamentaliste sulla popolazione più povera e afrobrasiliana, sulle comunità quilombolas e i popoli indigeni, sulle comunità religiose afrobrasiliane, sulle soggettività LGBTQI e sull’autodeterminazione delle donne. Saranno privilegiati gli approcci volti ad approfondire l’analisi della agency e delle strategie messe in atto da attori individuali e collettivi, come i movimenti politico-sociali, ma anche esperienze più transitorie, come la campagna nazionale “Ele não” organizzata dalle donne per reagire e contrastare la misoginia e il sessismo delle dichiarazioni di Bolsonaro. L’interesse è comprendere le attuali forme di resistenza e come esse incidano (o non incidano) sulla vita dei soggetti più vulnerabili. 

Altri temi da indagare riguardano l’analisi del discorso e del linguaggio della campagna elettorale del 2018 caratterizzata da un processo di crescente odio verso il PT e i gruppi storicamente oppressi. I social media sono stati l’arena mediatica privilegiata per la campagna politica e strumento di divulgazione su larga scala di fake news: WhatsApp, utilizzato da 120 milioni di utenti in Brasile, è stato uno dei canali che più ha condizionato l’esito elettorale. In questo senso è necessaria una riflessione sugli errori del PT e degli altri soggetti politici attivi a livello nazionale nel contrastare il discorso di odio (di classe, razza e sesso) che ha caratterizzato il dibattito pubblico nei mesi che hanno preceduto l’empeachment di Dilma Rousseff e durante la campagna elettorale del 2018. Altri elementi da affrontare per comprendere l’attuale scenario riguardano l’articolazione fra chiese evangeliche e gruppi politici di stampo conservatore, l’educazione considerata dall’attuale governo come terreno da conquistare, attraverso gli attacchi alle discipline umanistiche e sociali in ambito universitario, la crescita del movimento Escola sem Partido, la persecuzione della pedagogia di Paulo Freire.